Myanmar: Yangon e Bagan, due luoghi da sogno.

da Viaggioltreillimite
Pagoda Shwedagon
Pagoda Shwedagon

Questo è stato sicuramente il viaggio più importante che finora ho affrontato (studiato per otto mesi nei minimi dettagli); il viaggio che mi ha dato molto, ma soprattutto dove io ho donato molto. Era Ottobre…e ricordo di aver acceso il mio portatile, per cercare un posto magico da visitare; desideravo un luogo da apprezzare per la sua natura incontaminata, libera, non ancora sfruttata dalle potenti multinazionali. Dopo un lungo peregrinare in cerca di qualcosa che ancora non sentivo così ben definito, le tre parole guida di ogni viaggiatore -“dove, come, quando”-  si unirono magicamente a formarne una, da quel momento indelebile nel mio spirito: Myanmar, la vecchia Birmania. Partenza con Emirates da Malpensa con scalo a Dubai e poi dritto fino a Yangon, al costo di 700 euro.

Sceso dall’aereo e finiti i controlli di immigrazione, all’uscita dell’aeroporto mi aspetta un simpatico Birmano di nome Bartolomeo, che ha vissuto un anno in Italia e che parla benissimo la nostra lingua. Ci sono voluti 40 minuti di percorso nel traffico di Yangon per raggiungere la mia struttura dove pernottavo.

l’Hotel Sule Sapphire Inn si trova nella zona di Downtown in una piccola via sperduta e, nonostante la prima impressione non fosse stata delle migliori, devo dire che alla fine l’ho trovato molto carino e pulito.

Uno di quegli Hotel da 10 USD a notte, dove puoi trovarti a fare colazione tutti insieme per fare amicizia e confrontarsi sulla ricerca del proprio posto nel mondo.

Ero arrivato in struttura ormai a sole tramontato e non mi restava che trovare un posto dove poter mangiare qualcosa e andare a dormire, perché l’indomani avrei visitato la maestosa Pagoda Shwedagon, il simbolo di Yangon. Stravolto finalmente riuscii ad addormentarmi. Buona notte Backpackers. (viaggiatori con lo zaino)

Mattina di pioggia che non ha scoraggiato la mia motivazione.

Ubicata sulla collina di Singuttara e visibile da ogni parte di Yangon, la Shwedagon Pagoda (“SHWE“, che significa oro, e “DAGON“, che è il nome storico dell’area in cui venne edificata), è il centro buddhista più importante e antico del Myanmar, nonché uno dei più rilevanti di tutto il sudest asiatico. Il costo d’ingresso è di 6,00 € circa. Arrivato lì sono rimasto a bocca aperta per la grandezza e la maestosità di questo monumento.

Mentre mi trovavo al suo interno, rapito dai suoi millenari misteri, mi ponevo molte domande, ma quella che mi tormentava di più era: perché, in un paese così povero, ci sono persone disposte a pagare 2000,00 USD, per attaccare sulla Pagoda una placca d’oro con inciso il proprio nome? Ancora oggi non riesco a darmi una risposta che mi convinca. Forse lo fanno per guadagnarsi l’aldilà, o per reincarnarsi in una persona migliore dopo la fine di questa vita. Ad ogni modo, questo ambiente intriso di spiritualità mi affascinava e mi sentivo felice

L' immensa Pagoda Shwedagon
L' immensa Pagoda Shwedagon

Finite le mie due giornate a Yangon, il mattino seguente Bartolomeo mi accompagnò in aeroporto, dove avrei preso un volo interno per Bagan (compagnia Mann Yadanarpon Airlines, al costo di 90,00 €).

Nonostante il numero di turisti superi di gran lunga quello dei locali, Bagan è un luogo sacro e spirituale e come tale va vissuto. L’area ha tre siti principali: Old Bagan, sede dei monumenti principali, e le due cittadine di New Bagan (a sud-ovest) e Nyaung U (a nord-est), maggiormente residenziali.

 

Tempio di Old Bagan
Tempio di Old Bagan

Io per quattro giorni ho alloggiato all’ Hotel Yadanarbon Bagan, al costo di 65,00 € circa, struttura molto accogliente, ma un po’cara per via del forte afflusso turistico.

Per chi rimane solo pochi giorni, è importante selezionare i luoghi da visitare, data la vastità del sito archeologico.

Il noleggio di uno scooter elettrico mi ha permesso non solo di completare l’itinerario che avevo inizialmente progettato (tre giorni in tutto), ma anche di visitare alcuni angoli decisamente meno battuti.

Solo in questi posti, in cui regna un silenzio intriso di antica preghiera scandita dal suono vibrante, regolare delle campane, ho potuto finalmente percepire l’avvolgente abbraccio dei miei pensieri.

Ho lasciato Bagan con l’anima più leggera e con tanta voglia di vedere sempre di più.

Si dice che suonando la campana 3 volte fai un omaggio agli spiriti
Si dice che suonando la campana 3 volte fai un omaggio agli spiriti
Nyaung u Pagoda Shwe Zigon
Nyaung u Pagoda Shwe Zigon

Durante il mio soggiorno a Bagan ho imparato tante cose.
Per esempio: lo sapevate che i templi sono circa tremila e che prima del terremoto del 1957 erano oltre quattromila?

Ho inoltre avuto modo di avvicinarmi più in profondità alla dottrina buddhista e al modo nel quale i Birmani la accolgono nel proprio quotidiano.

Ho visto, infine, tramonti che ti tolgono il respiro, panorami incredibili e un’integrazione tra uomo e natura che riflette uno stile di vita così diverso dal nostro.

Nuovi incontri sul Monte Popa
Nuovi incontri sul Monte Popa
Monte Popa
Monte Popa

Il mio soggiorno a Bagan si è concluso, il terzo giorno, con la visita del Monte Popa, raggiunto tramite un taxi, al costo di circa 5,00 €.

Visto dalla pianura, il monte sembra inarrivabile: i suoi 777 scalini scoraggiano anche i più atletici.

Devo ammettere che la salita è stata davvero dura, anche perché l’ho affrontata interamente a piedi nudi, ma con il cuore in mano.

Un’ultima curiosità: il percorso verso la vetta si contraddistingue per la presenza di scimmie moleste che, oltre ad assalire gli incauti turisti, riempiono la scalinata di escrementi viscidi e maleodoranti.

Ma anche questo, in fondo, fa parte dell’unicità dell’ Asia.

Quelle campane che ti fanno vibrare l'anima

Myanmar, Monte Popa: scontro tra scimmie

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