E tu hai mai fatto beneficenza ?

da Viaggioltreillimite

-“Hai mai fatto beneficenza?”-

-“Sinceramente no”-

-“Posso chiederti il perché?”

-“Semplicemente perché non mi fido molto di queste Onlus che chiedono soldi tramite un sms o tramite bonifici; ho paura che non arrivi il totale donato; ho sempre il sospetto che utilizzino parte delle donazioni per far fronte ad altre spese, allora preferisco non donare a loro e magari provare a fare del bene nel mio piccolo”.-

Quante volte vi è capitato di avere lo stesso pensiero inerente le donazioni alle Onlus? L’anno scorso ho potuto constatare che tante persone si sono FIDATE di me donandomi soldi che io da solo ho portato in Myanmar presso l’orfanotrofio Sasana. Mi sono fidato della Onlus no Profit “Children do Matter” che ha sposato il mio ideale di donazione, che è quello di non devolvere la somma raccolta, ma comprare in loco quello che serve, cioè i beni primari.

Ho dedicato cinque giorni insieme a un volontario dell’orfanotrofio allo “shopping benefico” ed è stato bellissimo poter contribuire e rendere la vita di 160 bambini un po’ più felice. Quest’anno mi sarebbe piaciuto riproporre la stessa beneficenza in Indonesia. A Gennaio ho cominciato a cercare i contatti per trovare un orfanotrofio. ho contattato alcuni viaggiatori italiani che vivono in Indonesia per essere sicuro di imbattermi in orfanotrofi “ seri”.

La prima a rispondermi è una ragazza che vive da diversi anni in Indonesia. E’ stata gentilissima e molto disponibile. Mi ha dato due nominativi che ho prontamente contattato per spiegare il mio progetto.

La prima Ong che ho contatto gestisce un orfanotrofio. sembrava gestito molto bene, molto organizzato e i bambini erano piccoli. La ragazza che mi ha risposto era molto gentile, ma mi ha detto che potevo donare solo tramite bonifico, diversamente non potevano accettare la mia beneficenza perché erano già sponsorizzati dalla sua famiglia, essendo una famiglia ricca indonesiana e che quindi non avevano bisogno della nostra “carità”. E’ stata una doccia fredda … Carità? Ma qui si tratta di poter portare un aiuto a bambini in difficoltà non di fare la carità.

Mi sono imbattuto in un’ altra Ong e anch’essa gestisce un orfanotrofio che appariva un po’ messo male. Ho pensato che avrebbero accettato subito il mio aiuto …. E invece no. La loro risposta è stata –“Accettiamo i tuoi soldi e l’unica cosa che possiamo fare e inviarti delle foto  delle tue donazioni per mostrare la nostra totale trasparenza, però capiamo se vuoi scegliere un progetto diverso.” Il problema è che mi viene il dubbio che il materiale acquistato potesse essere materiale da loro già in possesso. Liquidato con quattro parole e saluti.

Allora ho deciso di contattare una Ong gestita da un prete laico che potesse aiutarmi a muovermi diversamente,  poiché mi sono reso conto che avevo intrapreso la via sbagliata. Dopo un’intera ora passata a messaggiare per cercare di spiegare quale fosse il mio progetto di beneficenza, la sua risposta è stata: “ è un bellissimo progetto! prova ad andare in giro per i villaggi di casa in casa a portare il tuo aiuto poiché in Indonesia c’è tanto da fare”, (io non sono un venditore porta a porta, con tutto il rispetto per chi fa questo lavoro), altrimenti avrei potuto donare a loro il ricavato della beneficenza per contribuire alla loro causa.

Contatto un’altra grande Ong, ed ecco arrivare l’ennesimo rifiuto. Mi hanno detto che se donavo i soldi a loro potevano pubblicare una lettera di ringraziamento facendo il mio nome oltre ai nomi dei donatori. Mi sono sentito offeso: io non sto cercando fama e gloria attraverso la mia beneficenza. vorrei solo portare un aiuto concreto. Perché tutto si riduce sempre e solo ai soldi? Decido di non arrendermi essendo una persona tenace che porta a termine i propri obiettivi e provo a cercare un ulteriore Ong.

Trovo una Onlus che si occupa di vari Stati in difficoltà. Leggo che tra i vari progetti c’è anche l’Indonesia, con tanto di foto di bambini indonesiani. la Onlus si trova a Torino, li contatto e mi rispondono che adesso l’aiuto serve in Kenia … ma perché? Improvvisamente la povertà e le difficoltà in Indonesia sono terminate? Rimaniamo che ci saremmo sentiti qualche giorno dopo e così è stato. Mi hanno ricontattato dicendomi che questa beneficenza non si può fare, che loro non possono  chiedere ad un volontario di accompagnarmi a comperare il materiale necessario, che mi sarei dovuto fare un’assicurazione (cosa che io ho sempre fatto durante tutti i miei viaggi)… insomma, le scuse meno credibili le ho sentite durante questa conversazione. Ovviamente se fossi stato un giornalista allora la cosa sarebbe stata diversa perché voleva dire avere una testata giornalistica alle spalle.

Mi sono fermato un attimo a pensare che forse le parole delle persone a cui ho chiesto perché  non si fidassero a donare tramite le Onlus fossero vere. Ogni giorno siamo bombardati da richieste di donazioni: in ogni interruzione pubblicitaria è inserita una pubblicità sul poter donare 1€ per qualche causa (giustissima a mio parere) ma quanto di quell’euro donato serve effettivamente alla causa? Il solo fatto che ci sia una pubblicità, non crea un costo? E chi lo paga? Con questo non voglio dire che siano degli specchietti per le allodole, me ne guardo bene dal dirlo, però mi sono reso conto, durante questa mia ricerca per creare una beneficenza in Indonesia, che non è facile: o devolvi il ricavato donato completamente alle Onlus oppure non accettano i beni primari che avrei voluto compare in loco e donare.

Mi verrebbe da pensare che c’è molto business dietro a queste associazioni, ma è un pensiero che non voglio tenere nella mia mente. Mi rendo conto che dietro alla realizzazione e al funzionamento di una buona Onlus ci sono persone che ci lavorano e ci mettono impegno (molti di questi sono incapaci e con stipendi assurdi però), quindi dei soldi realmente donati solo una piccola percentuale  arriva effettivamente ai bisognosi. Allora la domanda mi sorge spontanea “non dovrebbe essere un lavoro che parte dal cuore dove a fine mese non c’è uno stipendio in denaro ma un arricchimento personale dovuto al bene realizzato? Per questo sto cercando di realizzare una beneficenza sul campo perché voglio essere io a contribuire al 100% all’acquisto dei beni.

Forse non troverò mai un vero perché ai molteplici “NO” che ho ricevuto in questi mesi; so solo che il sorriso dei bambini a cui ho potuto donare attimi di felicità non è paragonabile minimamente ad uno stipendio mensile. Ma non demordo! ho deciso di creare lo stesso una raccolta benefica e recarmi in loco (pagandomi ovviamente da me il viaggio e il soggiorno) per poter aiutare le strutture che incontrerò durante il mio cammino.

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