Lasciamo a casa la paura e vestiamoci di sogni

da Viaggioltreillimite

Quante volte abbiamo pensato “basta mollo tutto e cambio vita

Fin da piccoli ci insegnano che l’unico stile di vita giusto e corretto sia: studia, lavora, compra casa, sposati e fai un figlio e poco importa se il nostro sogno è un altro, la nostra mente fa fatica a dissociarsi da questo schema già prestabilito e nel momento in cui si prova a pensare di cambiare stile di vita comincia ad assalirci la paura, l’ansia e le paranoie e non importa se siamo infelici della vita che conduciamo. Questo è il principale stile di vita, che non dico che sia giusto o sbagliato, ma è il più seguito della maggior parte delle persone che conosco. E se non fosse il mio e magari neanche quello di molte altre?

Delle volte i primi giudici di vita sono proprio coloro che non hanno mai avuto la forza di ribellarsi e di dire “ Si, ci provo, mollo tutto e parto” …. Precisiamo, non posso fargliene una colpa, la paura di uscire dalla propria ampolla di confort è la catena più brutta che ci sia e molte volte siamo noi a chiudere il lucchetto.

Se il posto dove si vive non riesce più a emozionarti come ha sempre fatto, il lavoro non ti da più soddisfazioni o non te ne ha mai date, non sarebbe più onesto provare a cambiare piuttosto che continuare a lamentarsi? E’ vero non è facile cambiare lavoro o le nostre abitudini, ma bisogna capire che se siamo infelici dobbiamo agire. Il cambiamento è l’unica strada da intraprendere per ritrovare se stessi, perché il vero cambiamento lo facciamo dentro la nostra anima e automaticamente cominceremo a brillare di luce propria. Se non cambiamo alcune situazioni di disagio saremo portati a pentircene per tutta la vita. Ma per capire questo concetto bisogna toccare il fondo emotivo.

La società ci istruisce secondo le proprio regole

perché così facendo siamo controllati, viviamo respirando aria negativa perché se ci fate caso la gente gioisce sulle disgrazie altrui, se ti va male qualcosa la frase più comune è “ Beh, io te l’avevo detto!”.

Cambiare fa paura

e molte persone non lo accettano perché ammettere di avere torto e vedere con i propri occhi che un amico o un conoscente ce l’ha fatta vorrebbe dire accettare di non aver avuto ragione e molte volte lo vivono come un affronto personale. Conosco tante persone che amano il proprio lavoro, la propria città e non cambierebbero mai nulla perché sono felici nella loro ampolla di comfort, hanno trovato il loro posto nel mondo. Sogni differenti ma io riesco a essere felice per loro, allora perché accettare che si può nuotare contro corrente è così difficile?

Ci insegnano che se usciamo dagli schemi siamo dei falliti, se non siamo tutti la copia di tutti non riusciremo mai a farcela, perché essere “diverso” fa paura e in realtà è più facile puntare il dito e augurare di fallire piuttosto che congratularsi per il coraggio che uno ha nel provarci.

I media ogni giorno invadono le nostre case con notizie di cronaca nera, le belle notizie (quando ce n’è sono) vengono trasmesse sempre per ultime, ci avete mai fatto caso? Delle volte credo che sia una strategia per spaventarci, come se dovessimo vivere nella paura di uscire di casa perché se ti allontani da casa potrebbero capitarti solo cose brutte.

Tiziano Terzani diceva: che tutto quel che vedeva gli pareva perverso, una società in cui non si rispetta niente e nessuno, ma in cui tutti credono di essere liberi e di avere diritto a tutto, per finire soli e tristi.

Non bisognerebbe essere felici della felicità altrui? 

Viviamo di troppe parole e di poche azioni, per questo fa bene viaggiare perché ti aiuta a conoscere il mondo, ti aiuta ad aprire la mente e ti fa capire che siamo tutti uguali capendo cosa vuol dire la parola “solidarietà”. Viaggiare è una cura per l’anima e per la mente.

Il cambiamento qualunque esso sia, ci porterà a essere anime nuove perché solo così saremo liberi di sentirci liberi.

Torniamo  ad essere padroni del nostro tempo, perché non va misurato in minuti o in ore ma in qualità, senza la fretta di stabilire un itinerario di vita, fermarsi e ripartire in base a quello ci va di fare …

non sarebbe meraviglioso?

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