Vulcano Rinjiani – Tutto quello che c’è da sapere

da Viaggioltreillimite

L’ Indonesia è il più grande arcipelago del mondo con le sue 17 mila isole e i suoi circa 150 vulcani attivi, e i terremoti e l’eruzioni fanno parte della loro quotidianità. Con la diffusione della religione mussulmana, che incide molto sul paese, i vulcani sono sempre considerati l’incarnazione delle divinità e fare un escursione su di essi è un vero e proprio pellegrinaggio.

la distruzione è diventata rinascita e il distruttore è diventato divino nell’infinito ciclo del Samsara.

Dove il Samsara in Sanscrito è l’ Oceano dell’esistenza, cioè l’insieme di tutti i piani di esistenza illusori e compenetrati, tra i quali quello umano, tutti privi di realtà e tutti caratterizzati da uno stato di sofferenza.

Ma noi perché abbiamo scelto il Monte Rinjiani?

“Semplice, è il secondo vulcano più’ alto dell’Indonesia ed è il più difficile da scalare, ma noi quest’ ultimo punto non lo sapevamo”.

Il Rinjanè un vulcano attivo ed è la punta di diamante dell’isola di Lombok, con i suoi 3.726 metri sul livello del mare, il che lo rende la cima più elevata dell’isola. La caldera di 8,5 km per 6 km contiene al suo interno un lago bellissimo, il Segara Anak (figlio del Mare)La più recente eruzione è avvenuta il 1º ottobre 2004. Le eruzioni del 1994, 1995 e 1996, hanno formato un piccolo cono nel centro della caldera, il Gunung Baru. Il Monte Rinjani è una delle tre montagne sacre insieme a Agung e Bromo. Il vulcano e il Segara Anak fanno parte di un parco nazionale istituito nel 1997. 

Ora che vi abbiamo presentato il Vulcano Rinjiani parliamo della nostra esperienza.

Abbiamo contattato l’agenzia Lune Rinjani che ha sede a Sanaru. Arrivati al porto di Lembar in Lombok, il personale è venuto a prenderci in auto alle h19: 00 (abbiamo scritto l’orario proprio per la loro disponibilità) e dopo tre ore di tragitto finalmente siamo arrivati nella nostra Guesthouse. Li ad aspettarci c’era il manager del trekking, un simpatico indonesiano dai capelli biondi tinti, da noi simpaticamente soprannominato ” blonde hair“, facendoci trovare la cena pronta e spiegandoci il percorso del giorno seguente. Ci svegliamo alle 6:30 am, doccia calda, caffè, pancake e via verso il vulcano. La salita dura 7/8 h, e durante il tragitto sono previste delle soste per rigenerarsi.

Il gruppo è di sei persone composto da: due italiani, due olandesi e due inglesi “no ragazzi! non è una barzelletta“. Si parte tutti insieme dalla guesthouse e a capo della nostra spedizione c’è Anthony la nostra guida, un ragazzo di 22 anni gentile con il sorriso di uno che sa cosa vuole dalla vita. All’inizio della salita del National Park c’è un registrazione da fare e un pedaggio da pagare del costo di 300mila rph per due giorni.

Benvenuti al Geopark Rinjiani
Benvenuti al Geopark Rinjiani

La prima sosta è avvenuta dopo un’ora e mezza di camminata. È stato faticoso trovare il passo e abituare il respiro all’altezza che si elevava a ogni metro raggiunto. Con noi non c’era solo Anthony, ma c’erano anche i “porter“, dei ragazzi che fanno un lavoro faticosissimo e mal pagato. Essi portano sulle spalle un bastone di bamboo con due ceste all’estremità, carichi di acqua e cibo (che poi cucinavano per noi) e tende per dormire, per un totale di 30/40 kg. Portano tutto questo peso sulle loro spalle senza lamentarsi e con la voglia di scherzare e giocare, salendo il monte a piedi nudi o con le infradito. Avevano una forza e una concentrazione da far invidia, in poche parole “questi ragazzi sono degli eroi” che hanno contribuito alla nostra felicità e comodità di quei giorni. Dopo tanta fatica e a tratti cedimenti, finalmente dopo 8 ore siamo arrivati in cima. Davanti ai nostri occhi uno spettacolo senza eguali. Ad aspettarci oltre al vulcano, erano pronte le nostre tende, montate da questi super ragazzi arrivati prima di noi, sacco a pelo e materassino e tutto era pronto per la notte, ma noi non eravamo pronti a quello che ci aspettava, bensì un tramonto da togliere il fiato. Le nuvole bianche come zucchero a velo, coprivano i piedi del monte, e noi eravamo gli abitanti di una città segreta, una città che si mostrava solo a chi avesse avuto la forza e il coraggio di raggiungerla. La notte era fredda e pungente, noi eravamo dentro la tenda, stanchi e un pò infreddoliti, ma felici. Il risveglio è avvenuto attraverso il profumo del caffè preparato dai porter, oltre ad un ottimo pancake e the. Siamo andati a dare il buongiorno al cratere e al sole, ed entrambi l’hanno dato a noi. Eravamo i primi, solo noi quattro, prima che giungessero gli altri trekker. La nostra felicità aveva raggiunto dei livelli inimmaginabili. Il tempo di cambiarci e prepararci ed eravamo già pronti per scendere. La discesa è stata più facile, 5h per raggiungere i piedi del vulcano. Abbiamo passato tre giorni con queste persone, e sono stati come una famiglia. Terminato il trekking, ci hanno riportato nella nostra Guesthouse, dal nostro amico Blonde Hair, per farci una doccia (anche perché non ci siamo lavati per tre giorni). Sempre nel pacchetto compreso dall’agenzia, un driver ci ha accompagnato alla nostra Guesthouse a Kuta Lombok, che distava tre ore di auto.

Come è possibile non amare questo luogo?

Un esplosione di colori
Un esplosione di colori

Tutto molto bello ma…

Purtroppo una nota dolente c’è stata: l’immondizia, che incombeva sul monte. È un problema davvero serio, ma purtroppo nessuno sembra preoccuparsi. C’era di tutto per terra, dalla carta, ai fazzoletti e alle bottigliette di plastica. A farne le spese, oltre alla natura, sono i poveri animali che attratti dall’odore, mangiano quello che trovano a terra. Se noi escursionisti iniziassimo a dare un buon esempio, solo già portando della carta igienica ecologica e un sacchetto per riporre all’ interno la  propria immondizia, potremmo sensibilizzare chi non lo fa. Credetemi, un sacchetto con un rotolo di carta igienica ecologica non pesa nel proprio zaino. Purtroppo non sono solo i turisti a sporcare, ma anche gli stessi Indonesiani, non essendo sensibilizzati al non inquinare, né tanto meno alla raccolta differenziata. Speriamo che il governo intervenga al più presto, perchè altrimenti il monte Rinjani potrebbe diventare una discarica a cielo aperto. 

Resta il fatto che l’esperienza sul Rinjani è stata fin’ora l’avventura più bella che abbiamo mai vissuto. Un Grazie di cuore a  tutto lo staff del Lune Rinjani.

Un caloroso abbraccio da viaggioltreillimite
Un caloroso abbraccio da viaggioltreillimite

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