Murazzi di Torino: storia, come arrivare, morte, rinascita

da Viaggioltreillimite

Se dico Murazzi? Tutti li conoscono a Torino e chiunque li abbia vissuti, sia di giorno che di notte, non può rassegnarsi nel vederli vuoti e chiusi.

Ma facciamo un tuffo nel passato

Sorgono sotto la piazza della movida torinese, piazza Vittorio Veneto. Il nome Murazzi deriva dai grossi argini costruiti per contenere le piene del fiume Po e proteggere la città. Tra 1833 e il 1835 fu costruito il primo tratto lungo corso Cairoli e Lungo Po Diaz, il tratto successivo fu costruito tra il 1872 e il 1877 accanto al Lungo Po Cadorna. Fino al 1950, i locali ricavati all’interno di questi margini erano utilizzati per il rimessaggio delle barche da pesca.

L’inquinamento fluviale ha portato al progressivo abbandono della zona da parte dei pescatori, portandola a una forte dequalificazione.

Negli anni ’70 fu intrapresa una politica di forte rilancio dell’area, operando in diverse direzioni, concedendo licenze per l’apertura dei locali, per attirare nella zona giovani sia nelle ore diurne, ma sopratutto nelle ore notturne, con l’intento di  poter sfruttare al meglio il lungo Po, e con la creazione di un servizio stabile di navigazione sul fiume, denominate “La Valentina e Il Valentino” avente uno degli imbarchi proprio ai Murazzi, il tutto sorvegliato  da una ronda notturna di polizia operante fino all’alba. Nel giro di pochi anni, i Murazzi presero vita con locali storici come il Doctor Sax e Giancarlo, che saranno precursori di tutto ciò che accadrà negli anni a venire sulle sponde del fiume Po. Negli anni ’90 i Murazzi sono di moda e diventano l’espressione cittadina della cosiddetta movida raggiungendo anche fama nazionale ed internazionale.

I Murazzi di Torino
I Murazzi di Torino

A causa delle forti piogge è successo spesso che i locali e l’intera passeggiata sul lungo Po, venissero sommersi dall’acqua, questa piccola Venezia diventava inagibile durante il periodo della piena del fiume, ma si trasformava in fonte di attrazione per curiosi e fotografi. Nel 2012 un’ inchiesta della Magistratura torinese ha portato alla progressiva chiusura della maggior parte dei local. Tutto prese fine in una fredda giornata di novembre con il funerale dei Murazzi.

Estate 2020, finalmente!

Quando Torino riavrà i suoi Murazzi? Dopo sette lunghi anni di attesa, il luogo simbolo di Torino, tornerà a far parte della vita cittadina. I lavori, che porteranno alla riqualificazione dell’area, dovevano iniziare nel mese di febbraio per portare all’apertura diversi nuovi locali pronti per l’estate 2020. Sarà una boccata d’aria per la movida della Città e a nascere saranno lounge bar, luoghi dove bere drink di qualità con aperitivi portati al tavolo, ma anche pranzi con pietanze ricercate, sorgeranno anche locali di intrattenimento, che ospiteranno concerti e magari diventeranno discoteche per la vita notturna, infine, il progetto prevede anche lo spazio per una palestra. Certo, non torneranno mai a essere i vecchi Murazzi, ma saranno più che altro spazi che vivranno dalle dieci del mattino alle due di notte, luoghi di aggregazione dove non vigerà più la vecchia seppur romantica anarchia. Per far fronte a queste nuove esigenze di sicurezza sono state stabiliti nuovi obblighi per i locali: un addetto all’emergenza per evitare gli assembramenti, un incaricato in costante contatto radio con le altre attività che possa segnalare eventuali problematiche, presenza all’interno dei locali di due salvagenti e due giubbotti di salvataggio, divieto di utilizzo di lattine, bicchieri e bottiglie di vetro. Se tutto andrà come previsto, questo luogo simbolo della movida torinese potrà tornare completamente all’ attivo dalla primavera/estate 2020.

Purtroppo l’emergenza covid-19 ha messo in ginocchio Torino come l’Italia e tutto il mondo, facendo slittare, non si sa di quanto, i lavori di riqualificazione. Questa pandemia che fa stoppare temporaneamente i lavori, riporta alla nostra memoria un fatto avvenuto nel lontano 1866, quando in Italia, conclusasi la terza guerra di indipendenza, si trovò costretta ad affrontare un epidemia di colera che si manifestò in maniera particolarmente grave a Napoli, Genova e a Torino. Una delle prime zone ad essere colpite fu, a Torino, il cosiddetto Borgo del Moschino, situato in corrispondenza di Corso San Maurizio con affaccio su fiume. Quest’epidemia fermò per parecchi mesi i lavori di riqualificazione della zona.

La storia dei Murazzi è una storia che parla di coraggio e voglia di riemergere, perché nonostante il colera, le inondazioni e a oggi questo maledetto covid-19, i Murazzi gridano la loro voglia di rinascere più belli e splendenti di prima. Le mura racchiudono la storia non solo di Torino, ma di tutti i torinesi, dalle feste ai concerti, ai baci scambiati sulle rive del fiume. I Murazzi sono la casa di tutte quelle notti fatte di spensieratezza e allegria, e adesso non ci aspetta altro che attendere di vederli di nuovo baciati dalla fortuna.

Come ci arrivo?

Bus:18; 33; 56

Treno: R

Metro: M1

Tram: 13; 16 CD; 16 CS

Un caloroso abbraccio e un in bocca al lupo per questo momento così difficile che ci sta mettendo tutti alla prova. Viva l’italia

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