Una vita alternativa: amore, musica, viaggi

da Viaggioltreillimite

Siamo Anna e Matteo, una coppia Torinese con la testa sempre tra le nuvole intenta a sognare ma anche ostinati e contrari di anni 28 e 29, in viaggio oramai dal 2014 grazie ad una prima esperienza in India. Da quel momento non siamo più riusciti a fermarci e rimanendo sempre noi stessi, abbiamo cercato di unire alcune delle nostre più grandi passioni, quali la fotografia per Matteo e la scrittura per me (Anna). In questo modo abbiamo cercato di abbattere tutti quei muri composti da stereotipi e pregiudizi che inevitabilmente insorgono dinanzi ad una nuova cultura: mediante queste due passioni abbiamo così trovato il modo di creare una connessione fatta di empatia, d’informazione e di apprendimento, scavando in verità sempre più profonde e a noi sconosciute ma anche accrescendo la nostra conoscenza. Abbiamo iniziato a viaggiare insieme dal momento in cui ci siamo conosciuti, nel 2012 e da lì non ci siamo più fermati dando concretezza al nostro progetto più grande che ha preso forma proprio in viaggio: Nutshell Travel, a caccia di storie da raccontare.

Nutshell

Il nome ha un duplice significato. Il primo è legato ad un fattore molto più musico/sentimentale e il secondo più metaforico. Per spiegare da dove deriva il primo, scusate ma ci dilungheremo un pochetto. Dobbiamo, prima di tutto, partire dal presupposto che la Musica fa parte della nostra vita di tutti i giorni. In qualsiasi momento della giornata, quando siamo tristi ascoltiamo musica, quando siamo felici ascoltiamo musica, quando dobbiamo celebrare qualcosa ascoltiamo musica e quando lavoriamo ascoltiamo la musica.. per noi la musica è Vita, è viaggiare stando fermi è la cura per l’anima. Ascoltiamo un po’ di tutto ma siamo particolarmente affezionati al tipico Seattle Sound o meglio conosciuto come Grunge verso la fine degli anni 80 e nel boom degli anni 90 in cui gruppi come Mad Season, Temple of The Dog, Nirvana, Green River, Soundgarden, Mudhoney, Mother Love Bone (e tanti altri) convergevano nello stesso punto dando libero sfogo alle loro emozione non tanto per soldi ma per il puro e semplice piacere di fare musica. Un vero e proprio stile che ha rivoluzionato la scena musicale, e tra quei geni ribelli in erba, appena ventenni, emergono così gli Alice in Chains, (il nostro gruppo preferito per eccellenza. Creando un sound molto particolare fatto da chitarre e melodie vocali alienanti, grazie al gusto di Jerry Cantrll e alla voce unica e indimenticabile di Layne Staley, si contraddistinguono per la loro autenticità.) e nel loro terzo EP pubblicato nel gennaio del ’94 ‘Jar of Flies’ vi è come seconda traccia una canzone che ha scavato nel profondo delle nostre anime facendoci ribollire il sangue e alimentando quella fiamma emozionale che alberga dentro di noi. Titolo di tale canzone è per l’appunto ‘Nutshell’ (e se voleste sentire una delle migliori interpretazioni (e ultima) consigliamo il live di mtv unplugged del 1996 il quale vede Layne Staley, nel suo abito più scuro e decadente, divorato dall’eroina, nel quale riversa i suoi tormenti in versi da pelle d’oca. In questa canzone c’è una frase che seppur banale ci dà sempre qualche spunto su cui riflettere: “ If I can’t be my own I’d feel better dead”. E’ una frase che ci ricorda sempre di essere il più possibile noi stessi e che bisogna rincorrere i propri sogni e le proprie ambizioni quasi al punto di morire. Metaforicamente è un grande stimolo per la vita: bisogna credere in un qualcosa, cercando di Vivere e non di sopravvivere. Il secondo significato deriva dalla metafora del guscio di noce (nut-shell): una noce dalla corazza dura e resistente ma dal cuore morbido al suo interno. Leggero ma colmo allo stesso tempo. Ecco, noi ci sentiamo proprio così: ci stiamo creando una corazza resistente ma comunque dentro noi stessi rimaniamo leggeri e profondi d’animo.

Non aver Mollato!

Forse il fattore più cruciale è stato proprio il non aver mollato un porto sicuro in quanto non abbiamo mai avuto un lavoro indeterminato e quindi un’apparente sicurezza, ne abbiamo mai avuto la necessità di lasciare l’Italia perché non ci piacesse, anzi. Il nostro scoprire il mondo deriva dalla nostra perenne curiosità e dalla necessità di conoscere la verità in prima persona in modo tale da abbattere, così, i pregiudizi e stereotipi che spesso ci vengono inculcati. Durante questi anni abbiamo compreso come non esista un concetto vero e proprio di normalità in quanto è strettamente relativo e soggettivo: ogni cultura e ogni persona che ne fa parte è differente. Questa cosa ci ha fatto aprire gli occhi e ci dato modo di toccare con mano su quanti altri modi di vivere esistano; in primis ci ha aiutato a pensare al di fuori degli schemi a cui eravamo abituati, inoltre ci ha dato maggiore fiducia in noi stessi e ci ha fatto prendere coscienza su come sia possibile dare concretezza ad una vita “alternativa” a quella che spesso viene imposta. Se dovessimo trovare un momento in cui è scattata la molla non sappiamo, quindi, dirlo ma possiamo dire come esperienze in India e in Australia siano state determinanti. Due poli opposti, due realtà completamente differenti l’una dall’altra: da una parte l’India piena di paradossi, di crudità e verità spiattellate in faccia 24/24 ma anche colma di umanità, misticismo e profondità. Dall’altra una realtà occidentale a cui pensavamo di essere pronti ma che invece ci ha mostrato un modo di vivere più leggero, più libero e indipendente fatto di lavori duri ma gratificanti, di nuove sfide e di prime volte proprio come il vivere all’interno di un van per un anno, la nostra prima e vera casa su 4 ruote.

Ecosostenibilità

La nostra vita si è evoluta lentamente grazie a tutte quelle piccole scelte consapevoli che abbiamo fatto lungo questo percorso. Il continuo rimando ad una società basata sul consumismo a cui noi tutti apparteniamo, all’uso spropositato di oggetti che poi finiscono per essere buttati, ti fa capire quanto sia malsano e di come usufruire di stili di vita alternativi possa essere davvero una svolta. Vivendo alla giornata come stiamo facendo da anni, avendo un tot di soldi da poter spendere e non avendo sempre un posto fisso in cui stare, limita tantissimo il nostro ‘bagaglio’ e incide molto sul nostro portafoglio. Questo ci porta ad essere più selettivi e coscienziosi: spendere molto meno e risparmiare di più senza, però, privarci di niente ma acquistando solo il necessario. Cerchiamo di comprare cose nuove solo se ci servono davvero, rivendiamo o barattiamo oggettistica che non ci serve più, approfittiamo dei second hand per l’acquisto di vestiti/utensili di seconda mano così da ridurre gli sprechi e abbattere i costi. Avendo vissuto in un van, o in viaggio con la sharing economy o in guesthouse e attualmente in una roulotte in Nuova Zelanda, abbiamo poche cose a disposizione e non sentiamo il bisogno di acquistarne altre. Come per il cibo ad esempio: qui possiamo usufruire di alcuni prodotti dell’orto o anziché andare a mangiare fuori, cerchiamo di prepararci da soli più pasti possibili. Ecco, tutti questi piccoli step ci hanno illuminato, fatto crescere e preso coscienza su come si possa davvero risparmiare parecchio oltre che a vivere in una maniera molto più ecosostenibile. Crediamo molto che in un futuro non troppo lontano, ci si rifarà molto al ‘DIY(do it yourself o fai da te)un’etica anticonsumista basata sull’autosufficienza e sull’autoproduzione. Al centro di quest’etica, che ha preso piede verso gli anni 80 mediante la cultura punk, c’è l’empowerment degli individui e delle comunità stesse, che incoraggiano l’utilizzo di approcci ‘alternativi’ per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Couchsurfing

Couchsurfing è davvero una piattaforma preziosa in quanto noi stessi partecipanti attivi, oltre ad ottenere un beneficio economico dovuto al risparmio di non doverci rivolgere alle classiche strutture quali hotel o agenzie, ne traiamo un enorme beneficio in termini di scambio interculturale. Permette ai viaggiatori di trovare un nuovo amico con cui condividere usi e costumi e stili di vita. Un vero e proprio modo di intendere il turismo. Il termina ‘couchsurfing’ significa letteralmente ‘fare surf sul divano’ e, una volta creato un account e pagato 54 euro l’anno (meglio se sei in due così ti dividi la spesa e hai un accesso illimitato sulla richiesta di pernottamento) dove registri le tue credenziali (email, user e password) sul sito www.couchsurfing.com,  potrai inserire una breve descrizione di te, caricare fotografie. A quel punto potrai ricercare un Host per alloggiare o addirittura potrai decidere di essere tu stesso ad ospitare nella tua casa. Per trovare l’host si ricerca direttamente la data e la località in cui si vuole andare oppure nella descrizione, si può inserire l’itinerario di viaggio che si vuole affrontare e si aspetta che qualcuno ti contatti: la prima opzione è quella più veloce e usuale. I consigli che ci sentiamo di darvi?

  1. Controllate sempre le referenze: la troviamo molto importante in quanto attraverso i commenti delle persone che sono stati con l’host in questione, riusciamo a capire a grandi linee che tipo è l’host e se vogliamo chiedere l’ospitalità.
  2. Se accettano coppie o se in tal caso sei una ragazza che viaggia da sola, ci sono molte ragazze host che preferiscono ospitare ragazze e via dicendo..
  3. L’ubicazione della casa: più è vicina al posto che volete visitare e meno dovrete spendere per gli spostamenti.

Workaway e House sitting

Nel 2017 siamo riusciti, tramite la ‘Sharing Economy’ a viaggiare da Torino all’Australia via terra sfruttando Couchsurfing, Workaway e l’HouseSitting. Questa economia della condivisione comprende il baratto, il riuso e la stessa condivisione che va a beneficiare di quei consumatori che hanno intenzione di risparmiare, di salvaguardare l’ambiente e di relazionarsi con chi ne beneficia (in questo caso noi e penso anche molti altri che la adottano). Grazie a couchsurfing abbiamo sempre usufruito di un letto gratuitamente ma abbiamo avuto l’opportunità di conoscere tantissime persone, diverse tra loro in posti in cui non ci saremmo mai immaginati di finire, come ad esempio al nord della Mongolia, all’interno di una casetta di legno, gestita da questa signora che insegna inglese e fa da guida turistica locale. E si perché non è solo un ‘letto gratis’: quando couchsurfing e workaway si fondono, avendo molti aspetti in comune, si finisce a lavorare per qualche ora in cambio di vitto-alloggio, ma l’arricchimento personale che ricevi in cambio è altissimo. Ti ritrovi a vivere esperienze uniche e irrepetibili (come imparare ad andare a cavallo o a partecipare a progetti di riciclo). Le persone locali a cui ti rivolgi mediante queste piattaforme ti danno delle dritte utili e molto spesso inclini al tuo modo di essere e di conseguenza lontane da quel turismo di massa che non sempre ci rispecchia. Inoltre l’abbattimento di costi è altissimo perché per quanto riguarda couchsurfing non paghi da dormire e per quanto riguarda workaway non paghi ne da dormire ma ricevi pure i pasti, in cambio di qualche ora di lavoro al giorno. A proposito dell’house sitting, che abbiamo scoperto e usufruito per un anno in Australia, abbiamo vissuto all’interno di decine di case gratuitamente, prendendoci esclusivamente cura degli animali domestici lasciatoci in affido. Insomma, un bellissimo modo di vivere che cerchiamo di adottare ogni qualvolta possiamo!

Tutto bene ma….

Non abbiamo riscontrato tantissime difficoltà in viaggio, per essere onesti, tuttavia quelle poche che abbiamo avuto, avevano a che fare con l’alcool. Abbiamo riscontrato come sia davvero abusato a livello mondiale: altera e cambia l’atteggiamento delle persone che hai di fronte quasi sempre in maniera negativa, quelle stesse persone che fino a qualche minuto prima erano cordiali e gentili con te. L’unica maniera per contrastare ciò,(e l’abbiamo provato sulla nostra pelle) è l’indifferenza, cercando per quanto possibile di non dare peso alle azioni che vengono compiute e continuando per la tua strada. Un altro aspetto che potrebbe risultare negativo, se così si può dire, è la lingua in quanto può davvero diventare un ostacolo da arginare. In alcune zone soprattutto vorresti comunicare e capire meglio i dettagli di una cultura ma non sempre si hanno gli strumenti tali per farsi comprendere

Come ci finanziamo?

Per finanziare i nostri viaggi abbiamo adottato la filosofia del lavora- risparmia, usufruendo di visti lavorativi come il whv in Australia e Nuova Zelanda che ti danno la possibilità di lavorare e viaggiare per un anno e spesso e volentieri, con delle paghe nettamente superiori a quelle a cui siamo abituati. Alterniamo, così a periodi di viaggio, a periodi lavorativi trasformandoci in formichine operose, lavorando il più possibile e risparmiando al massimo. Avendo come fine il viaggiare per lunghi periodi in quanto non abbiamo ne limiti ne scadenze, questo ci aiuta a patire meno le pause e utilizzare, così, il guadagno monetario come mezzo e non come fine. Inoltre, collaboriamo con alcuni magazine italiani e internazionali ai quali vendiamo alcuni dei nostri reportage. L’ultima volta che abbiamo lasciato l’Italia (nel 2017) eravamo partiti con l’intento di poter trovare in qualche modo ‘la nostra strada’. Nell’ultimo anno ci siamo appassionati entrambi alla creazione di gioielli con l’arte del macrame, facendo nascere, in parallelo a NutshellTravel, il progetto artistico Sapna-Art. Abbiamo riscontrato un piacevole interesse nei confronti di questa tecnica da parte delle persone; ad esempio, qui in Nuova Zelanda ci è capitato che molte persone che vivevano nel caravan park, abbiano deciso di acquistarne alcuni in quanto incuriosite da questi gioielli. Questo ha innescato un passaparola che, anche tramite la nostra pagina Instagram (sapna.art) ha creato moltissime connessioni con connazionali e non; quest’arte creativa ci sta permettendo in qualche modo di far diventare questo grande sogno, realtà. Pensiamo in un futuro, non troppo lontano, di far sì che, questi prodotti creati dalle nostre mani, insieme ai nostri reportage e uniti alla nostra vita nomade, diventino il nostro unico stile di vita. Abbiamo imparato che ricco non è chi guadagna tanto ma chi impara a spendere di meno. Potremmo dire già da ora che per viaggiare non servono tantissimi soldi ma dipende dalle priorità che hai: se ti concentri solo sulle cose essenziali, grazie soprattutto all’utilizzo della Sharing Economy, scopri che in fondo, la vita che conducevi prima aveva bisogno di molte più liquidità. Questo stile, invece, non ne richiede così tante e allo stesso tempo arricchisce ogni giorno che passa il tuo bagaglio personale grazie alle innumerevoli esperienze di vita che ti troverai ad affrontare. Basta solo avere coraggio, la voglia di fare e tantissima curiosità. Basta puntare in alto, tentare l’impossibile senza basarsi su previsioni, su aspettative ma raggiungendo quegli obiettivi preimposti, dimostrandoci, così, all’altezza della sfida. Come ogni artista che ha a che fare con la sua arte, ogni giorno si deve combattere per il raggiungimento del proprio scopo e vivere la vita deve assumere questo valore. Parafrasando le parole di Bauman ne “L’Arte della vita”,

la felicità adeguata e totale rimane sempre a debita distanza proprio come l’orizzonte che osserviamo stupefatti e che cerchiamo di raggiungere ogni volta senza però mai riuscirci.

Scelte di vita, amici e familiari

La nostra scelta è stata assecondata e compresa in quanto ci conoscono per come siamo e sanno che non avremmo potuto vivere diversamente.

Per nostra esperienza, vi possiamo consigliare…

Prima di capire chi vuoi diventare e cosa ti piace, devi prima comprendere cosa NON ti piace e cosa NON vuoi essere. Ci sentiamo di dire quindi ( e non solo per questa scelta di vita ma vale un po’ per tutto) di fare più esperienze possibili, di sbagliare il più possibile e di provare sulla propria pelle e guardare con i propri occhi perché ogni individuo è unico e ineguagliabile: ciò che può essere buono e bello per noi, può essere visto in maniera differente da un’altra persona. Se siete incuriositi e vi state chiedendo se fare una scelta del genere o no, siete già sulla strada giusta. L’unica cosa da fare è provarci e se iniziate a credere fino in fondo, che quel qualcosa a cui puntate, può essere adatto a voi, allora lo diventerà per davvero.

E poi……

Non riusciamo ad avere obiettivi in un futuro lontano in quanto la vita e le scelte che una persona prende, sono in costante mutamento. Per questo non abbiamo in programma di tornare a vivere a Torino in quanto non abbiamo in programma di fermarci. Sicuramente se mai torneremo a Torino, la vivremo bene come abbiamo già fatto qualche anno fa, con punti di vista differenti e godendoci tutte quelle piccole realtà che prima guardavamo distrattamente. Possiamo dire, però, che in un futuro non troppo prossimo, per quanto ci riguarda ora, vorremmo far sì che il nostro progetto diventi itinerante. Vorremmo cercare di autosostenerci di più di quanto già stiamo facendo, arrivando quindi ad una più completa autonomia perché abbiamo capito:

che cambiare il mondo intero è troppo pretenzioso ma è possibile cambiare il nostro di mondo, ed è già un bel primo passo.

Ringraziamenti 

Anna e Matteo sono due bellissime anime, ma non voglio iniziare con i soliti convenevoli, perché loro non hanno bisogno di mainstream, non sono il tipo.. Appena ci hanno inviato l’articolo, abbiamo subito pensato: “forse è un pò lungo, forse è meglio tagliare alcuni punti! ” L’ abbiamo letto una volta, poi due e poi tre, arrivando ad una quarta volta, ma non perché non lo capissimo, ma perché sentivamo il calore, l’emozione di questi due splendidi ragazzi, sentivamo di essere entrati in connessione come una radio che prende la stazione giusta al primo colpo, come se quelle 11 ore di fuso orario non esistessero, ma trovandoci gli uni di fronte agli altri davanti a una birra e con in sotto fondo la loro canzone preferita, gli Alice in Chains- Nutshell. Matteo mi ha scritto che questo racconto è nato a quattro mani con l’aggiunta di cuore e felicità. Noi ne siamo onorati e non vogliamo tagliare nessuna parte del racconto di Anna e Matteo, perchè è FIGO! Figo come loro. Lo rileggiamo una quinta volta………..Grazie

Potete contattare Anna e Matteo direttamente tramite questi canali:

INSTAGRAM: nutshell_travel       

INSTAGRAM: sapna.art troverete dei gioielli esclusivi e con le modalità per la spedizione

INSTAGRAM:  matteo.maimone.photo        

SITO:   www.nutshelltravel.org

FACEBOOK: Nutshell Travel

Che le stelle vi inseguino sempre cari ragazzi, un caloroso abbraccio da Christian e Soraya by viaggioltreillimite

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