Smart working: stili di vita alternativi

da Viaggioltreillimite

Mi chiamo Nicolas, originario di Parma ma con sangue lucano, sono un viaggiatore incallito appassionato di esperienze, nomadismo digitale e stili di vita alternativi. Nel 2018 ho fondato TWA – Viaggi e stili di vita alternativi per dare voce a queste mie passioni, e a Febbraio 2020 ho fondato un nuovo progetto inerente allo smart working.

La mia voglia di scoprire il mondo

Fino ai miei 27 anni potevo essere definito una persona “normale”: laureato da poco in marketing, avevo il mio lavoretto e facevo bene o male sempre le stesse cose ogni anno. Le giornate erano scandite dalla solita routine: sveglia alla stessa ora, stesso tragitto in macchina, stesso ufficio, stesse persone. Poi però, all’età di 28 anni, stanco di lavori precari e stage, decisi di ascoltare il consiglio di un amico e di raggiungerlo in Australia, a Melbourne, con un visto lavorativo in cerca di fortuna. Fino ad allora, il viaggio più avventuroso che avessi fatto all’estero era ad Ibiza con un gruppo di amici, quindi puoi immaginarti la paura di affrontare un viaggio intercontinentale tutto da solo.

 Come sconfissi quella paura?

Semplice, andai su internet e comprai un biglietto aereo di sola andata. Facile ed indolore. Comprare un biglietto aereo ti dà una data da rispettare dalla quale non puoi scappare. A quel punto dovevo solo pianificare il tutto. Arrivai a Melbourne senza saper parlare una parola di inglese, ma la terra dei canguri seppe darmi tutto quello di cui avevo bisogno. Fu un’esperienza che mi aprì la mente, unica ed indescrivibile. Semplicemente meravigliosa. Conobbi persone da tutto il mondo e di ogni età, gente che viaggiava ognuno per un motivo diverso, ognuno con la sua storia, era affascinante. Vissi 3 mesi in Ostello, anche questa esperienza fu indimenticabile, a stretto contatto con culture da ogni parte del mondo. Vivere in ostello mi insegnò l’importanza della condivisione. Dopo quasi un anno a Melbourne mi resi conto di una cosa: in quel lasso di tempo mi sembrava di aver vissuto 5 anni della mia vita normale a Parma. Mi ero innamorato, fatto esperienze di ogni genere, viaggiato, scoperto. Era stata emozione pura. Dopo l’Australia partii per un altro viaggio zaino in spalla alla volta dell’Asia: attraversai la Thailandia, lo Sri Lanka e l’India per più di 3 mesi di viaggio on the road. Quest’ultima esperienza mi fece capire ancora di più che non è il lavoro, il denaro o le cose materiali che ci rendono felici, ma qualcosa di cui siamo già in possesso che tendiamo costantemente a sprecare: il tempo. Inoltre mi resi conto che per viaggiare, soprattutto in Asia, non servono assolutamente tanti soldi, anzi. La mia media giornaliera di viaggio poteva aggirarsi intorno ai 10 € al giorno. Fu chiaro a quel punto cosa dovevo fare: trovare il modo di avere più tempo per me e per ciò che amavo davvero fare.

Quella voglia di cambiare stile di vita

C’è una frase molto famosa di Steve jobs che recita: “quando ti svegli la mattina, guardati allo specchio e chiediti:” se fossi completamente libero di scegliere, faresti esattamente quello che stai per andare a fare? Se la risposta è no per troppi giorni di fila, c’è qualcosa che devi cambiare.” Tornai dal viaggio in Asia completamente squattrinato e dovetti subito cercarmi un lavoro per rimpolpare le finanze. Trovai lavoro in un’azienda

come marketing manager dove per fortuna mi trovai subito molto bene, ma non dimenticavo il mio obiettivo di poter avere più tempo per le mie passioni. Dopo poco sviluppai il mio progetto per raccontare i miei viaggi, le esperienze e storie di persone che erano riuscite a cambiare vita: sono molto appassionato a questo tipo di storie, in quanto credo che esse siano in grado di smuovere forti emozioni dentro di noi. Da quel progetto nacquero poi collaborazioni che mi permisero di viaggiare di più e costruirmi una professione parallela a quella del marketing. Con il tempo feci richiesta di poter lavorare in smart working presso l’azienda per cui lavoro, che venne accolta. Sono fermamente convinto che lo smart working sia il modello lavorativo del futuro per tutte quelle mansioni digitali che non necessitano della presenza fisica in ufficio. Poter lavorare da dove si vuole nel mondo è qualcosa di impagabile.

Il mio lavoro

Prevalentemente mi occupo di digital marketing, ma da qualche anno ho sviluppato progetti legati al travel blogging e video making. Ho scoperto una passione smodata per la scrittura e per i video. Quando partii con il mio progetto non avevo idea di cosa significasse scrivere lato seo, ma oggi il mio blog è posizionato discretamente bene ed è in crescita, e questa per me è una soddisfazione enorme, considerando che ho fatto tutto da solo partendo da zero. Stessa cosa per i video, fino a 2 anni fa non avevo idea di come si creassero o montassero, oggi invece ho diverse richieste di collaborazione per poter creare video professionali. Per arrivare a questi risultati ho studiato molto, ma è incredibile quello che si riesce a fare con la sola forza di volontà.

Essere padroni del proprio tempo

Il mio obiettivo è quello un giorno di essere completamente padrone del mio tempo, lavorare tramite le mie passioni da dove voglio, ai ritmi da me dettati. Lo smart working è un modello lavorativo con il quale il dipendente acquisisce, a seguito di un accordo con l’azienda, piena gestione dello spazio lavorativo, questo significa che il dipendente può letteralmente lavorare da ovunque ritiene più opportuno. Lavorare in smart working ha una serie di vantaggi non di poco conto:

  • Geo-arbitraggio: potendo lavorare in smart working, è possibile fare base ovunque si voglia, anche in paesi dove il costo della vita è più basso rispetto all’Italia.
  • Più libertà: potendo portarsi il lavoro ovunque, si percepisce più libertà.
  • Risparmio di denaro: Non c’è bisogno di andare e tornare dall’ufficio, questo significa tanto denaro risparmiato in benzina e trasporti. E anche il nostro pianeta respira di più. Inoltre, c’è un concetto affascinante che illustra Tim Ferris nel suo libro “4 ore alla settimana”: quando si ha la piena gestione dello spazio e del tempo, il valore del proprio denaro aumenta da 3 a 10 volte. Perché accade questo? Provate a prendere un aereo di sabato e provate a prenderlo di martedì, vedrete che il prezzo spesso è di 7 volte più basso.
  • Vicinanza a persone a noi care: lavorando in smart working è possibile stare vicino a chi si ama; la propria compagna, il proprio cane o i propri figli. Potrei andare avanti, ma non voglio annoiarvi. Ad ogni modo, lo smart working migliora notevolmente la qualità della vita del dipendente, e c’è una cosa fondamentale che alle aziende dovrebbe entrare in testa: un dipendente felice è un dipendente che lavora bene soprattutto che non se ne va.

lo smart working come è visto in Italia?

In Italia in generale lo smart working non è visto benissimo. Siamo uno dei paesi in Europa e nel Mondo in cui questo modello lavorativo fa fatica ad ingranare. Questo periodo di emergenza sanitaria ha costretto ha lavorare da casa molte persone, ma sto notando che in molti, purtroppo, sono già tornati in ufficio. Eppure i vantaggi sono stati evidenti anche dal punto di vista ambientale. Il problema è che l’Italia è un paese molto conservatore e tradizionalista, e i cambiamenti non sono visti di buon occhio. Ma ne pagheremo le conseguenze perché in questo caso il cambiamento è inevitabile. Nell’azienda per cui lavoro erano

restii a questo modello lavorativo, ma dopo aver illustrato loro il potenziale dello smart working e soprattutto che a livello di produttività non sarebbe cambiato nulla mi hanno consentito di lavorare a distanza. Lo smart working offre diversi vantaggi anche alle aziende, come per esempio il risparmio economico: stanno nascendo infatti molte imprese smart che non hanno uffici, quindi senza costi di affitto e utenze. Inoltre è stato comprovato che chi lavora in smart working produce di più di chi lavora nello stesso ufficio tutto l’anno. Ci si deve rendere conto che non è tanto importante quanto un dipendente resti curvo sulla scrivania, ma quale valore aggiunto porta realmente all’interno dell’azienda.

 Viaggiare e lavorare in remoto

Premetto una cosa: riuscire a diventare nomade digitale e lavorare viaggiando è estremamente difficile, di questo bisogna rendersene conto. Oggi la concorrenza è spietata, servono competenze solide e tanta tanta volontà, non è assolutamente da tutti. C’è da dire che però la possibilità di lavorare ovunque si voglia è qualcosa di impagabile, perché consente di avere piena gestione di ciò che è più importante nella nostra vita: il tempo. Chi lavora da dipendente sa quanto sia frustrante aspettare il weekend per andare in montagna o aspettare l’estate per andare al mare; con il lavoro in remoto tutto questo non esiste, in quanto puoi andare dove vuoi, quando vuoi.

Il mio consiglio in base alla mia esperienza:

  1. STUDIARE e specializzarsi in una professione emergente nel digitale; ci sono tantissime professioni che saranno sempre più ricercate come per esempio il ghostwriter, il seo e il social media manager, tutte professioni che consentono il lavoro in remoto.
  2. SVILUPPARE progetti personali. Sviluppare un proprio progetto denota forte spirito di iniziativa e consente di farsi le ossa nel mondo del digitale, inoltre ti da la possibilità di poter mostrare a potenziali clienti quello che si sa fare.
  3. FARE NEWTORKING con professionisti che possono insegnarci qualcosa, circondarsi di persone con la stessa mission, e lasciare andare invece chi non guarda verso la nostra stessa direzione.
  4. IMPARA A PRESENTARTI: arriverà il momento in cui dovrai ricercarti clienti propri. E’ importante a questo punto sapersi presentare, avere una bella vetrina online ed essere professionali.

Stili di vita alternativi

Per vita alternativa intendo uno stile di vita che esce fuori dagli schemi che la società ci impone di seguire: il solito nine-to-five per esempio. Penso che il modello lavorativo tradizionale sia qualcosa di disumano, e qui non provo nessuna vergogna nel dirlo. Il fatto di dover andare a lavorare per 40 anni della propria vita (che sono anche gli anni migliori) con dei ritmi così serrati, orari rigidi e solo poche settimane di ferie all’anno è una cosa che io non ho mai accettato, e personalmente non capisco come la maggior parte delle persone riescano ad accettarlo così di buon grado. Secondo me cambiare vita non significa a tutti i costi andare a vivere dall’altra

parte del mondo, io poi amo tantissimo la mia terra, l’Italia, che è un paese meraviglioso. Penso che per cambiare vita si debba prima di tutto cambiare il modo in cui si guardano le cose, e per fare  questo dobbiamo diventare coscienti di ciò che c’è di sbagliato all’interno della nostra società, e provare a cambiarlo. Non tutti riescono ad arrivare ad una tale coscienza, anzi, in pochi ci riescono, ma chi ci riesce ha il dovere di provare a cambiare qualcosa. Per arrivare a questa coscienza ci si deve porre semplicemente alcune domande scomode: Se fossi libero di scegliere, lavorerei così tanto? Non c’è qualcosa che preferirei fare oggi piuttosto che recarmi a lavoro? Dedico abbastanza tempo alle mie passioni e alle persone che amo? Quando ci si pone queste domande, si deve prestare attenzione a rispondersi in completa sincerità, perché prendersi in giro da soli è estremamente facile. Queste sono tutte domande che la gente tende ad evitare di chiedersi. Io quelle domande invece me le sono sempre fatte. Nel mio primo lavoro dopo la laurea, lavoravo in un ufficio dove vi era una sola piccola finestra, restavo li chiuso tutto il giorno dalle 9 alle 18. Ogni tanto guardavo la luce del sole che entrava da quella piccola finestra e pensavo: sarebbe bello adesso fare una passeggiata con il mio cane, parlare con mia madre in giardino oppure semplicemente restare sdraiato in un prato. Il problema è che il lavoro a questi ritmi finisce per possederti, per questo ci sono persone che non riescono nemmeno più ad immaginarsi una vita senza lavoro. Come disse anche il grande Silvano Agosti: il vero schiavo non è tanto chi ha la catena al piede, ma chi non è più in grado di immaginarsi la libertà. Quindi come si fa a cambiare vita, vi chiederete voi. Non c’è una formula magica per tutti. Ognuno deve fare il suo percorso. Sicuramente tutto ruota intorno alla riconquista del proprio tempo. Non sto dicendo che non si deve lavorare, sarebbe pura utopia pensare di poter vivere senza lavorare, sto dicendo però che si deve trovare un giusto equilibrio tra lavoro, passioni e vita privata.

Vivere viaggiando si può?

Ci tengo a dire una cosa riguardo questo: non prendete come modello le persone che vedete sui social network, perché non saprete mai realmente cosa hanno fatto e come sono arrivati a poter vivere viaggiando. Nonostante ami raccontare storie di persone che hanno cambiato vita, quello che voglio trasmettere è la speranza di potercela fare, ma aggiungo sempre che il percorso che ha fatto una determinata persona non è e non sarà mai uguale a quello che farà un altro individuo. Noi non possiamo sapere esattamente come una persona è arrivata a poter monetizzare con un determinato business, per assurdo non possiamo neanche sapere se ci sta dicendo tutta la verità, quindi tutto quello che vediamo e sentiamo deve essere preso con le pinze. Io stesso potrei raccontarvi che sono un nomade digitale che lavora in remoto facendo il ghostwriter, ma magari ho 10 appartamenti ereditati che mi fruttano migliaia di euro al mese che mi consentono di vivere viaggiando, ma questo voi non lo saprete mai. Per questo vi dico: prendete spunto dalle esperienze degli altri, ma non affidatevi troppo a ciò che vedete/sentite. Inoltre, fate le cose in sicurezza. Prima di “mollare tutto” e buttarvi a capofitto in un progetto che non sapete nemmeno dove vi porterà, vi consiglio di andarci con i piedi di piombo perché se è vero che il sistema lavorativo tradizionale è pesante da sopportare, è anche vero che avere un lavoro oggi è di fondamentale importanza. Il mercato del lavoro è altamente instabile, ed è un attimo non riuscire più a farne parte. Si sente sempre parlare di chi ce l’ha fatta, ma mai di chi non ce l’hafatta e si è trovato in seria difficoltà. Bisogna andarci cauti e fare le cose usando la testa.

Ringraziamenti

Grazie Nico per aver raccontato la tua esperienza come sai fare tu, senza inganno ma soprattutto in modo veritiero, un’esperienza fatta di forti passioni. Per noi l’importanza della Condivisione e il far passare il messaggio giusto sui social è una cosa che ci accomuna, perché non è sempre tutto oro quel che luccica. La vita è fatta di sacrifici e di studio, e ogni percorso è diverso. Siamo noi che non dobbiamo farci influenzare da nessuno. E’ giusto che ognuno di noi provi a rincorrere la propria felicità a modo suo. Noi di viaggioltreillimite vogliamo terminare l’articolo con le belle parole di Nico:

Il viaggio mi ha aperto la mente, ha dato risposta a tutte quelle domande che mi frullavano per la mente da tanti anni. Dovrebbero tutti fare un viaggio lungo nella propria vita prima o poi, in quanto penso sia una delle attività più educative e migliorative che esistano al mondo.

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