viaggiare con la celiachia

da Viaggioltreillimite

Ciao a tutti viaggiatori e non!

Vi starete chiedendo chi sono! Domanda più che saggia, quindi tanto per cominciare mi presento un po’. Mi chiamo Valentina, sono una ragazza che nella vita ordinaria sta studiando per diventare una brava dentista, ma che nel tempo libero non perde occasione per viaggiare con la mente, e quando può anche con la valigia in mano! Ho aperto da poco tempo il mio aspassoconvale per condividere le mie passioni, ossia la fotografia, il viaggio e la cucina in una veste giocosa, meno seriosa ed impostata…atteggiamenti che nel quotidiano giocoforza sono tenuta ad avere. Mi considero una viaggiatrice2puntozero non tanto per essermi lanciata nel mondo, ma più che altro per lasciare la mia impronta, alla ricerca della mia vera personalità. Ho sempre pensato che il viaggio debba essere un qualcosa a margine della routine, ciò che ci aiuta a sfuggire dal caos della normalità; da quando invece sono entrata in questa community di bloggers a 360° ho compreso quanto in realtà viaggiare realmente arricchisca cuore e mente, sia in gruppo che in solitaria.

La celiachia

A questo proposito, dovete sapere che io da sola non viaggio mai…e quindi oltre a me vi presento la mia inseparabile compagna, la celiachia! Mi rendo conto che sembri più una parolaccia che altro, ma in parole povere. E’ un’ intolleranza o un’ allergia al glutine, una proteina di cui moltissimi cereali sono ricchi, dichiarando celiaco il soggetto sensibile. Per il celiaco tipo, è facilissimo distinguere cosa contenga glutine e cosa realmente no, anche perchè ormai moltissime confezioni di prodotti di ogni genere contengono la classica spiga di grano barrata..ma in realtà, sappiamo veramente comunicare in modo sintetico cosa possiamo mangiare e cosa no?

Vi racconto la mia esperienza e le strategie che ho adottato io per cercare di sopravvivere all’estero; premetto che grazie a Dio io non sono soggetto a rischio shock, ma vi assicuro che viaggiare con l’intestino che fa le montagne russe non è comunque piacevole

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Il mio manuale di viaggio

All’epoca ero veramente alle prime armi e non conoscevo molto bene la celiachia, né tantomeno la sensibilità inglese alla problematica, ero stata già altre volte nella City da non celiaca e quindi nulla mi preoccupava. Sì, effettivamente nei supermercati avevo notato che il reparto gluten free era sempre accanto a frutta e verdura, quasi come carboidrati e proteine fossero grandi nemici del glutine, ma nulla di più. Con tutte queste premesse, volevo essere pronta ed avevo elaborato un piano d’azione:

  • Compartimentalizzare lo spazio in valigia: ¼ della capienza è stata occupata da prodotti secchi (perchè non diventino briciole in aereo) come biscotti, crackers, barrette alla frutta secca, cioccolato..ne avevo per tutti i gusti
  • Organizzare un mini riassunto nella lingua della città da visitare, per spiegare ai camerieri dei ristoranti quali cibi io potessi mangiare e cosa no

Da evitare

  • Tutte le farine che contengano frumento, farro, kamut, orzo, segale, avena sono da EVITARE!

Commestibili per soggetti celiaci

  • Sono invece gluten free le farine di riso, miglio, grano saraceno.

Importante

  • Non è sufficiente affermare che un prodotto è integrale per definirlo senza glutine! Ovviamente però non potevo portare la mia bellissima guida in italiano, quindi ho creato un piccolo acrostico per riassumere tutte queste farine con i termini inglesi WSKBRO (wheat, spelt, kamut, barley, rye, oat)What are you……. aSKing BRO?

Esagerare

  • Sembra poco etico, ma si tende a minimizzare molto sugli effetti avversi della ingestione, talvolta anche solo dell’inalazione del glutine, quindi non siate timorosi nel dire che ci deve essere contaminazione 0 tra ciò che ha e non ha glutine (ovviamente i locali certificati, in Italia dalla AIC, hanno l’obbligo di avere piani cottura e strutture completamente separate).

Usate un linguaggio semplice

  • Se vi mettete a tenere una filippica biochimica sul glutine, non otterrete mai il risultato che vorrete. Rivolgetevi a chi vi ascolta come se steste parlando ad una persona anziana, che di glutine giustamente non ha mai sentito parlare. Siate chiari,concisi ed efficaci.

Ultimo

  • Non per importanza, imponetevi di essere flessibili!

Il mio piccolo manuale del celiaco informato mi è tornato molto utile ed in molteplici situazioni, come ad esempio la colazione in ostello; cercare di combattere la facilità con cui una ovvia brioches al burro, appena uscita dal forno di casa spacciata come gluten free, devo dire che stato esilarante. Nei ristoranti invece non ho avuto grossi problemi, laddove non ci fossero prodotti per me, mi è sempre stata data la possibilità di consumare i miei crackers, o tarallini,o pane per esempio, anzi sono stati molto cortesi e si sono scusati per questa “mancanza”. Ciò che è stato più difficile è stata sicuramente la mia flessibilità. Un aspetto che sicuramente ho dovuto riconsiderare è stata la scelta della struttura alberghiera. Sono una ragazza che ama la vita in ostello, la condivisione, poter socializzare e comunicare con altre persone…”e assolutamente non ho intenzione di rinnegare questo“. Vi consiglio caldamente quando prenotate di richiedere alla struttura che offra la prima colazione, se dispongono di prodotti per celiaci, perchè ok che alla peggio si va da Pret a manger, Tesco, Eat, o qualche bakery super instagrammabile  che vanno molto in voga in Europa. Ma per me la colazione è sacra, e va fatta o in ostello o in albergo!

La mia diagnosi

Io ne sono venuta a conoscenza attraverso delle analisi nel 2016, non è stata una doccia fredda e devo dire che ero preparata perché anche mia mamma è celiaca e non sarebbe stata una tragedia modificare la mia alimentazione. Certo, non nel quotidiano! Viaggiare con la consapevolezza di dover avere gli occhi e l’attenzione a 360° non è semplice, non poter spesso e volentieri assaporare le pietanze tipiche di un luogo e doversi accontentare di snack della Schar (che mi ha salvato in molteplici occasioni e a cui mi lega un amore profondo) e frutta a gogò (che come tutti sappiamo in viaggio non si hanno sempre wc a disposizione). Da tutto questo mi rendo conto che di miglioramenti ne ho fatti, però sapendo che ci dovrò convivere per tutta la vita, credo sia ora il momento più adatto per potermi sperimentare in queste situazioni, per interfacciarmi con realtà non sempre nella comfort zone, a maggior ragione se trasmetterò questo “dono” anche ai miei futuri figli!

Come mi vedono le persone quando lo racconto

Ci tengo veramente tanto a precisare che ci sono diverse forme con cui si può scatenare la crisi allergica, io mi ritengo tanto fortunata perchè non sono ad un livello di ipersensibilità tale da rischiare lo shock anafilattico, però mi accorgo sempre di più che per persone che non abbiano questo problema, rischiamo di passare per “delicati”, “schizzinosi”, sempre a dieta..in realtà non è così. L’alimentazione senza glutine per noi è necessaria per stare bene, non è uno sfizio, non è più light, quindi non sottovalutiamola!

la mia vita cambiata in maniera sostanziale?

Sinceramente no! O meglio, essendo io una persona estremamente meticolosa ed organizzata, è stato come stravolgere tutti i miei piani. Però dopo i primi istanti di “smarrimento” ho compreso che non è una difficoltà che mi impedirà di vivere appieno la mia vita, di avverare i miei sogni ed obiettivi, di diffondere il mio ottimismo, la voglia di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, di sorridere di fronte a tutto, anche e soprattutto di fronte alla negatività. Spero che la mia piccola raccolta di suggerimenti o il mio manuale come lo chiamo io, possa essere di aiuto, di essere stata sufficientemente efficace e di avervi portato con me anche se solo con la mente! Se vorrete continuare ad accompagnarmi anche nei prossimi viaggi vi aspetto sul mio blog: aspassoconvale Instagram: aspassoconvale

Ringraziamenti

Cara Valentina, grazie per averci fatto entrare nella tua vita attraverso i tuoi sogni. Spesso si sente parlare della celiachia in modo improprio e superficiale da persone che ne anche sanno cosa significhi la parola stessa. Viaggiare con la celiachia è una difficoltà ma non per questo deve essere impossibile. Noi di viaggioltreillimite ti auguriamo una vita piena di viaggi e fatta da vittorie.

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