Cosa vedere durante la Via Francigena Canavese

da Viaggioltreillimite
Il tracciato della Tappa n°45
Il tracciato della Tappa n°45

La Via Francigena è…. sentirsi come Sigerico, l’Arcivescovo di Canterbury, che percorse la tratta nel ‘990. L’itinerario è di 1800 km con le sue 79 tappe. L’ arcivescovo lo percorse in 79 giorni, per ritornare a Canterbury, da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte del Papa Giovanni XV. Durante il suo ritorno annotava le varie tappe del suo percorso sul suo diario. Si tratta di un documento di straordinario e di forte interesse, essendo un unico resoconto del suo

pellegrinaggio anglosassone. Oggi il diario è conservato presso la British Library. Ricostruire il percorso di Sigerico non è stata un impresa da poco, ma con il tempo e soprattutto grazie alle associazioni culturali e turistiche, sono riusciti a riproporre diverse costruzioni, dove il pellegrino di oggi può visitare particolari santuari romanici o stazioni di posta, dove ci si può rifocillare e dormire. Nel 2004 il percorso è stato dichiarato dal Consiglio d’Europa “Grande Itinerario Culturale Europeo” al pari del Cammino di Santiago de Compostela in Spagna. La via Francigena in epoca, non era solo ad uso esclusivo dei pellegrini, ma era un canale primario di comunicazione e di scambio percorso da mercanti, uomini e politici, portando idee d’innovazione e favorendo il confronto con le integrazioni delle varie correnti culturali.

Il cammino del pellegrino non era un itinerario singolo, bensì una rete di strade e sentieri utilizzati secondo le stagioni, attraverso paludi, tratti di bosco, condizioni atmosferiche avverse, animali pericolosi e malvivenza; infatti costringevano spesso i pellegrini a cercare percorsi più agevoli e sicuri, creando così innumerevoli varianti locali. Per tutte queste ragioni scegliere oggi un percorso tra i tanti non è facile, ne deriva quindi la scelta di un tragitto che associ e tenga conto delle diverse esigenze del pellegrino contemporaneo, quali ad esempio: la spiritualità, la cultura, il turismo, associati a un percorso sicuro, possibilmente lontano dal traffico veicolare e dall’asfalto, con presenza di acqua, servizi e aree di sosta adeguate. Oggi vi racconto la mia esperienza di due giorni del percorso Canavesano conosciuto come la Tappa n°45 della Via Francigena del Canavese.

Io come Sigerico, per il tratto Canavese.

la Via Francigena Canavese è lunga 50 km, e tutto ha inizio dalla porta d’ingresso della Valle d’Aosta a Pont St Martin. Rimango da subito colpito dal ponte dell’epoca Romana e pure non era la prima volta che passavo

Pont St. Martin
Pont St. Martin

da quel luogo, ma molto spesso non ci si rende conto di quanta bellezza a kilometro0 abbiamo intorno a noi, e non siamo in grado di vedere per distrazione o semplicemente solo per abitudine. Il panorama da lì è molto suggestivo soprattutto per la leggenda che vuole che il ponte sia opera del demonio, abilmente raggirato da San Martino. Arriviamo ad Ivrea e il nostro punto d’incontro è l’infopoint della Via Francigena di Sigerico. Ci accoglie Paolo, il presidente della Via Francigena e altri pellegrini donandoci un bicchiere di vino, perché il loro detto è: “il pellegrino non si mette in cammino se la bocca non sa di vino” ,e comunque sono le 9 del mattino:-)) ma rimango affascinato dalla carica che mi trasmettono. Buon cammino pellegrino.

Infopoint d'Ivrea
Infopoint d'Ivrea

Cosa vedere durante la via Francigena Canavese

Il nostro cammino continua nel comune di Settimo Vittone attraverso il complesso medievale della Piave di San Lorenzo. La chiesa rappresenta una delle vestigia più antiche del Canavese, risalente alla seconda metà del IX secolo ed è uno dei principali esempi di architettura preromanica in Piemonte. La pieve di San Lorenzo, nel Medioevo costituiva, una tappa importante per viaggiatori e pellegrini che si muovevano lungo la via Francigena. Il contesto ambientale, popolato da vigneti che si inerpicano lungo i terrazzamenti della conca arricchisce la suggestione del luogo. L’intero complesso è oggi tutelato dal F.A.I. Scendendo della Piave di San Lorenzo, si percorre un sentiero suggestivo, attraverso vigneti privati, case un tempo abitate, passando anche nell’Antro della strega. La leggenda narra che una vecchietta usciva di notte per razziare bestiame e cibo. Il percorso continua nell’antico Borgo di Montestrutto incontrando la fontana delle zappe, ricavata nella roccia e utilizzata come abbeveratoio per capre e pecore e dai contadini per gonfiare nell’acqua i manici delle zappe, raggiungendo il lavatoio del Borgo con una bella vasca in pietra.

La Piave di San Lorenzo
La Piave di San Lorenzo

Nel pomeriggio abbiamo fatto visita hai Balmetti di Borgofranco. I Balmetti non sono solo degli enormi frigoriferi naturali che nascono sotto la montagna, ma sono parte fondamentale della cultura locale e delle sue tradizioni più vere, oltre ad essere intimamente e armoniosamente inseriti in uno stupendo ambiente naturale. Essi sono motivo di orgoglio ed è un prezioso bene patrimoniale della famiglia di appartenenza, che si tramanda alle generazioni future. Se passate da quelle parti, entrate con una felpa perchè lo sbalzo termico della temperatura è molto forte e può essere pericoloso.

I Balmetti di Borgofranco
I Balmetti di Borgofranco
Lago di Pistono & Castello di Montalto
Lago di Pistono & Castello di Montalto

La nostra scoperta della Via Francigena continua attraverso la vista dei 5 meravigliosi specchi d’acqua, uno diverso dall’altro: Lago Sirio, Lago San Michele, Lago Pistono, Lago di Cascinette e Lago Nero, che hanno tutti un’origine glaciale e si sono formati per il ritiro del ghiacciaio Balteo tutti collegati tra di loro. Quello che ho preferito è stato il Lago Pistono che mi ha regalato un paesaggio da favola immerso nella natura e con il castello di Montaldo Dora che faceva da sfondo, trasportandomi indietro di mille anni. Intorno al lago c’è un sentiero chiamato Anello del

Lago di Pistono, e da li si possono raggiunggiungere le Terre Ballerine dove un tempo si trovava il lago Coniglio. Sono uno strato di torba appoggiato su una superficie d’acqua, sul quale cresce il bosco. L’acqua permette alla torba di galleggiare e si può quindi saltellare su questo tappeto elastico. Se poi nei giorni precedenti è caduta anche la pioggia, l’effetto elastico aumenta. Cosa molto importante portatevi uno spray repellente anti zanzare. Arrivati a Bollengo ci siamo fermati adì ammirare la chiesa di San Pietro e Paolo. Essa fu costruita intorno all’anno ‘1000, nel villaggio di Pessano. Tuttavia, Pessano andò presto incontro allo spopolamento venendo infine del tutto abbandonato; solo la sua chiesa, tutelata dal Capitolo della Cattedrale di Ivrea, si è conservata fino ai nostri giorni. Proseguendo nel comune di Piverone lungo la Via Francigena, incontriamo una piccola antica chiesa romanica . Il Gesiun è il nome dialettale con cui è comunemente noto un edificio Sacro, di cui rimangono solo le rovine. Esso sorge isolato all’incrocio di due strade di campagna in mezzo a vigneti e campi coltivati. Trovare questo rudere del ‘1200 è stato uno dei punti più suggestivi del tratto canavesano della Via Francigena.

Il Gesiun di Piverone
Il Gesiun di Piverone

Considerazioni

La Via Francigena è…. partire con l’idea di ritrovare te stesso ma puoi trovare molti altri. Partire da solo e scopri che non si è mai soli. Pensi di trovare una meta e invece puoi trovare una partenza. Vivi pensando che tutto scorre veloce e invece puoi scoprire che l’essenziale sta nella lentezza. Un ringraziamento speciale è tutto per TurismoTorino che mi ha dato la possibilità di scoprire questi posti meravigliosi. Grazie! Voglio ringraziarvi con queste parole di josè Saramago:

Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove prima pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore torna subito.

Un caloroso abbraccio Christian

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